Ricordati del prezzo da pagare
Oggi mi sono ricordato qual è il prezzo.
E non si tratta di una serie di cifre numeriche rappresentanti del denaro.
Molto peggio.
Il prezzo è ciò che si paga col proprio tempo. A costo delle propre relazioni. Con la vita stessa.
Come diceva Gabriele Romagnoli, in un libro consigliato da una persona che forse non conosco abbastanza ma che ci ha preso, non c’è spazio per due vite. Ma questo non basta. Serve pagare il prezzo della scelta, per scartarne una. E quel prezzo lo paghi caro quando sai di aver sbagliato.
Something gained, something lost. Così recita carne risonante, il maleficio che sacrifica delle anime, rappresentazione della vita stessa, e le trasforma in salute. Un pezzo di vita scambiato per qualcosa d’altro.
Alla fine, quando il mio giorno verrà, sarò contento del prezzo che avrò pagato? Me ne pentirò amaramente, o ancora, visto che non accetterò il fallimento e per dare un senso a tutto questo me ne andrò fiero, mentendo a me stesso dicendo di aver sempre fatto la cosa giusta?
Ispirato dal brano
Gwyn, Lord of Cinder composto da Motoi Sakuraba