Questione di Chimica
“In un sistema chiuso, gli elementi si aggregano nel tempo in modo che ci sia la minor quantità di energia in circolazione; quando ciò avviene, si ha una condizione di equilibrio.”
Uno dei tanti ritorni nella notte verso casa, questa volta è il silenzio a farmi da colonna sonora. Nella maggior parte del tempo c’è un brano che mi ronza nel cervello, che definisce quell’istante o periodo della mia vita; forse anche per mettere a tacere i pensieri.
Ma in attimi di speciale tensione cerco, o forse arriva, la pace nel silenzio.
E dal nulla sbucò fuori quella frase.
Sono convinto che le leggi governanti una serie di discipline, scientifiche o meno, trovino in qualche modo applicazione anche nella vita delle persone, nei loro rapporti, nelle loro azioni.
E trovo che questo sia particolarmente vero per la chimica.
Quante volte, come persone, cerchiamo l’equilibrio? Nella routine, in contrasto agli imprevisti, prima nel caos e poi nell’ordine.
Anche io, in qualche assurda maniera, lo ricerco e lo bramo.
Ma non so ancora cosa dovrebbe bilanciarmi.
Il tenero conforto d’una compagna al mio fianco, nelle gelide nottate di nebbia, sapendo di poter sempre contare l’uno sull’altro? Nelle sincere risate con un amico in una tiepida giornata di giugno, all’ombra di alberi in argini sconosciuti? Nella familiarità del proprio paese, o nell’incerta ospitalità di una terra straniera?
Gli equilibri sono comunque precari, si alternano momenti di desiderio di una pace irraggiungibile e altri in cui prende posto un’assordante rumore di vetrine frantumate in centro città, che porta con sé tutta la rabbia di periferia.
Il mio equilibrio non lo posso raggiungere con un lento valzer morente, tutt’altro: è un continuo scatenarsi di reazioni esplosive avverse dettate dall’improvviso attacco degli STORM{O}, con cieli infuocati al cloruro di calcio e di litio, che spezzano il torpore e mi rimettono ancora una volta in gioco, proprio quando credevo di aver trovato una certezza.
Non troverò mai equilibrio, per quanto ci possa provare. Perché non si tratta di un sistema chiuso; s’infiltrano in esso contraddizioni e imprevisti. Il mio è un sistema aperto.
Ispirato da
Tempi Morti degli STORM{O}
e dal silenzio