Natale con i Punx
Notte del 24 dicembre — c’è qualcosa che non va. I bimbi nelle fabbriche del terzo mondo sono contenti, perché quest’anno non hanno dovuto lavorare. Babbo Natale ha subito un ammutinamento.
Nell’occidente tutto tace, il dramma è ancora segreto: tutti attendono la sorpresa che, a questo punto, sorpresa più non è, mentre le luminarie svettano brillanti più che mai.
Ma quest’anno qualcosa di inaspettato succede.
A Venezia uno sporchissimo Babbo Svitato con un cappello rosso e una giacca in stoffa verde consunta ha truccato un paio di barchini. Con il suo equipaggio la notte di Natale è la più pericolosa che ci sia mai stata.
Sgasano un po’ la miscela, mentre uno dei compari accende una cassa con del lurido thrash metal: presto i barchini fanno breccia nelle acque della laguna, innalzando onde in tutte le direzioni.
La quiete delle calli, che vede le famiglie richiuse nelle loro dimore, viene spazzata via da schiamazzi e rumori importuni. Schizzi dal canale bagnano masegni e portoni, mentre Babbo Svitato e i suoi punkabbestia si apprestano a elargire i corretti doni natalizi.
Per i bravi bambini, birre in bottiglie di plastica rubate al più sudicio dei discount volano su altane, terrazzi e dovunque il vecchio Babbo ubriaco riesca a prendere la mira; per le famiglie di quei borghesi peccaminosamente benestanti, mattoni vengono scagliati sulle finestre mandandole in frantumi.
Il frastuono diventa subito caos: vecchi e basabanchi impauriti si apprestano a chiudere i balconi, ma la furia non si ferma, tra regali e attimi di panico.
Le conseguenze presto si palesano: una motovedetta delle guardie vede sfrecciare questa manica di molesti e, non appena il comandante si riprende dall’incredulità, dà ordine di lanciarsi all’inseguimento.
Mentre volano le ultime birre, il branco di eroi banditi mandano i motori al limite dei giri, slittando a destra e a manca. I poliziotti non si danno per vinti; dopo inutili ordini di accostare, sparano le prime pallottole che spezzano il ritmo al calzante brano thrash di turno.
Il convoglio di zattere motorizzate passa sotto un ponte e sfocia nell’ampia vista notturna di un Canal Grande deserto. Le guardie puntano al motoscafo di babordo, guidato da un completo pazzo. Lo scafista d’improvviso vira a tribordo e gli inseguitori si lanciano sulla sua scia.
La calle si fa sempre più stretta, quasi senza spazi di manovra, e lo zatterone malandato perde giri, rallentando sempre di più: ormai il comandante ritira l’ordine di sparare, è convinto di averli in pugno. Le barche sono a uno sputo di distanza.
La sua certezza sta per avverarsi, ma ecco che viene interrotta dallo sbraitare del matto: mentre riprende a dare gas, altri due briganti scaricano un sacco di calcinacci, travolgendo la motovedetta e lasciandola incagliata alle spalle. Il comandante bestemmia insozzato dall’acqua putrida del canale.
Dopo gli ultimi regali, i bifolchi si ritrovano a Nord della laguna, festeggiando e stappando un liquore che di certo non sarà l’ultimo.
Le onde specchiano la luce del chiaro di Luna, mentre i punx scompaiono distanti, all’ombra delle barene.
Quest’anno il Natale è veramente salvo.
Colonna sonora
Comincio a capire degli Hobos