Apocalisse capitale
Ogni giorno vivo lo stesso incubo / migliaia di morti viventi si aggirano composti per le strade / tu sei uno di quelli / con giacca e cravatta minuziosamente stirate dalla disperata di turno / percepisco il tuo corpo, fisso come magma ormai solido da anni / contenitore che nasconde nient’altro che vuoto / sei solo i tuoi obiettivi / senza empatia / senza chiederti alcun perché / mentre ti accompagna il cinismo, il tuo unico amico.
Ogni mattina mascheri la tua morte con del fondotinta color terra / ma non puoi nascondere gli occhi vitrei, ciechi / vedono solo l’apparenza / a un certo punto la faccia subisce inevitabilmente l’ennesima spolverata di cocaina / la tinta è ora di un bianco cadaverico e inquietante / si avvicina sempre di più il giorno dell’overdose / mentre compaiono le prime chiazze della pelle, nascoste sotto al tuo completo.
A fine giornata / sei piantato sull’asfalto nel tuo Mercedes / pagato con un finanziamento a tasso fisso / fisso come i chiodi della bara in cui vai a dormire ogni sera / te la sei costruita giorno dopo giorno, in fin dei conti / questa attende solo il momento del tuo fisiologico arresto cerebrale / per sancire, finalmente, la tua seconda e definitiva morte.
Ispirato dal brano
Prima di essere morti dei Traiettoria