Uno sguardo fuori

13 Settembre 2023

Tra l’Adriatico e la Padania, fuggo disertore di me stesso, un disperso che non ha più bussola, mappe e nemmeno stelle da mirare; qualsiasi cosa mi possa orientare sembra ormai perduta.

Vedo solo distese di granturco ormai mature.

Ricordo quella volta che il punk prese da me tutta la rabbia di cui fossi capace, ne creò qualcosa di più — a tratti, di buono.

Ma la tensione a cui non sapevo dare un nome, il conflitto tra ideale e reale oggi è con me più che allora.

E non capivo che, seppur fosse cambiato qualcosa in me, ero ancora rinchiuso in queste mie quattro pareti fatte di carne.

Voglio abbattere queste mura, anche se ciò che c’è fuori mi spaventa.

Voglio dimenticare una volta per tutte le parole. Ormai sono infettate, fradice della mentalità malata che affligge questo mondo. Facciamo come quando ancora la parola non esisteva: guardami dritto negli occhi e ritroviamo la nostra frequenza, un’onda perduta in mezzo all’oceano. Comunicami le emozioni dal profondo dell’anima, come gli animali, senza intermediari e senza fraintendimenti.

Tutto ciò che c’è da condividere, lo possiamo esprimere così.

Sento l’odore distante della prima trebbiatura, portato dal libeccio.

Ma la cosa, per una volta, non mi rattristisce; e ritrovo una rinnovata energia.

Ispirato a
Da angoli bui di Zona d’Ombra

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Scritto di marcc

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